Dietro lo schermo: chi sono i professionisti del network Renoster | P.R.C. Srl

Dietro lo schermo: chi sono i professionisti del network Renoster

Dietro lo schermo: chi sono i professionisti del network Renoster

Tempo di lettura: 4 Minuti

Renoster è un laboratorio d’idee, una location, uno studio fotograficoserviziopportunità e know how.

Un network di risorse al servizio delle tue idee, un solo interlocutore che può abbracciare ogni tua esigenza.

Ma, soprattutto, Renoster è un pool di professionisti che fra tecnica e creatività è pronto a soddisfare ogni richiesta, anche quando sembra folle.

Abbiamo chiesto a Stefano Jesi, Francesco Gatti e Monica De Mattei di raccontarcene qualcuna in questa breve intervista. Conosciamoli meglio!

Di che cosa ti occupi e come ci sei arrivato?

Stefano. Sono da sempre un freelance: faccio reportage, shooting fotografici, video e audio finalizzati alla comunicazione social, adv, corporate, automotive, commerciale sul web, tv, radio e progetti di marketing. Dirigo uno studio di produzioni fotografiche e video che lavora a livello internazionale, il Coolpixel Studio. Ad oggi il mio job title spazia fra il Digital Media Director, il Content Creator e il Communication Consultant, e la mia sfida è far capire alle persone quanto lavoro ci sia dietro quello che comunemente chiamano “il fotografo”.

Francesco. Mi occupo di consulenza strategica e tecnologica in prima battuta, per poi fornire i servizi necessari al raggiungimento degli obbiettivi del cliente. Gestisco due società in questo settore che lavorano sinergicamente per offrire soluzioni rapide, efficaci e dinamiche. Da tre anni, avendo fondato il Renoster Innovation Network, posso dire di poter finalmente offrire servizi a 360° sia per la comunicazione digitale, che tradizionale.

Monica. Il codice ateco della mia società la P.R.C.srl dice attività per conto terzi volte a migliorare l’immagine pubblica di un’organizzazione o di un’impresa nello specifico mi occupo di eventi aziendali e ci sono arrivata da un primo servizio al Palazzo delle Stelline per il Corriere della Sera nel lontano 1997, cliente con il quale anche attualmente continuo a collaborare.

Qual è la parte più interessante del tuo lavoro?

Stefano. Il vantaggio di fare un lavoro creativo è che non si conosce la noia, ogni progetto è uno stimolo per il prossimo!

Francesco. La creatività, che si concretizza nel trovare soluzioni smart a problemi complessi.

Monica. Organizzare un evento per una azienda è un po’ come organizzare un matrimonio per una famiglia, il giorno tanto atteso è sempre carico di adrenalina e di imprevisti da prevedere e gestire!

Qual è stata la richiesta più folle che sei riuscito a realizzare per un tuo cliente?

Stefano. Sostituire in post-produzione i vestiti che non erano arrivati in tempo per lo shooting fotografico!

Francesco. Di richieste folli ne sono costellate le mie giornate, ma se proprio dovessi sceglierne una è senz’altro quella di riuscire a realizzare, in Kazakistan, un sistema d’infotainment interattivo, per un intero padiglione expo… in sole due settimane! E ti assicuro che non è una richiesta che si sente sola nel cassetto delle follie!

Monica. Non posso dire folle ma sicuramente la più intensa: abbiamo coordinato 12 settimane di eventi per Elextolux, 2 al giorno mattina e pomeriggio no stop con anche alcune serate in un padiglione itinerante, il The Cube, che era stato collocato sul tetto di un palazzo in piazza Duomo a Milano nel 2011/12.

Quanto conta la strumentazione (tecnologica) nella tua professione?

Stefano. Importantissima. In generale, la creatività e l’ingegno aiutano a sopperire alla mancanza di tecnologia ma il risultato rimarrà sempre migliorabile con gli strumenti adatti. Vale anche l’opposto.

Francesco. È senza dubbio la base di ogni nostro lavoro! Non solo utilizziamo la tecnologia in ogni suo aspetto, ma ne costruiamo anche di proprietaria, per progetti realizzati ad-hoc. Siamo un po’ nerd, lo ammetto!

Monica. Ormai è alla base di tutte le nostre attività e stiamo investendo moltissimo per digitalizzare processi e servizi.

Qual è il tuo valore aggiunto rispetto ai tuoi colleghi?

Stefano. Potrei definirmi un buon jazzista! La mia specialità è l’improvvisazione, proprio nei momenti in cui serve gestire un forte carico di stress riesco a mantenere il focus e trovare soluzioni alternative (e creative!) dove altri vedono solo impedimenti.

Francesco. Senza dubbio la mia visione d’insieme, anche grazie alla mia duplice formazione: tecnica e comunicativa. E poi sono da sempre un gran curioso e sperimentatore! L’aver mosso i primi passi professionali quando l’informatica di consumo ed internet erano appena nati e l’aver aperto la mia prima società a 18 anni penso mi abbiano dato una visione globale, necessaria nel settore tecnologico.

Monica. Il mio motto è: non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te stesso! Per questo mi dedico ad ogni lavoro, dal più piccolo al più complesso, con lo stesso impegno e passione che ci metterei se l’evento da organizzare fosse il mio.

Stefano, Francesco e Monica sono solo alcuni dei professionisti che collaborano con noi in Renoster.

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